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Mercoledì 23 Ottobre 2019

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Leclerc, mix di talento e coraggio: il predestinato infiamma la Formula 1

Intensità e calcio verticale più forti di Messi e Ronaldo

Charles Leclerc

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Grazie al successo nel Gran Premio d'Italia a Monza e - non dimentichiamolo - una settimana prima nel Gran Premio del Belgio a Spa, la Formula 1 ha scoperto una stella: Charles Leclerc. L'investitura è arrivata non solo dalle due gare vinte in modo entusiasmante, ma anche dalle parole di Piero Ferrari, figlio del fondatore della scuderia e oggi vice presidente della Rossa: 'Un pilota come Charles sarebbe piaciuto moltissimo a mio padre'. C'è poco da aggiungere.

In effetti quello che Leclerc ha fatto a Monza è davvero qualcosa di straordinario. Dopo il successo in Belgio (la sua prima vittoria in Formula 1) tutti lo aspettavano al varco: era tra i favoriti della vigilia, correva davanti al popolo della Ferrari. Tante pressioni addosso ma non si è nascosto. Fin dalle prove libere è stato il più veloce, ha conquistato la pole position tenendo dietro Hamilton, Bottas e il compagno di squadra e 'capitano' Vettel e si è messo nelle migliori condizioni per completare il suo capolavoro che è andato in scena il giorno della gara. In testa dall'inizio ha guidato con talento, precisione, coraggio e anche con quella cattiveria assolutamente necessaria per tenere dietro il 'cannibale' Hamilton prima e nei giri finali Bottas, l'altro alfiere della Mercedes. Leclerc si è tenuto alle spalle per 53 giri Hamilton, staccato al massimo di un paio di secondi: una impresa sensazionale, soprattutto a Monza dove ci sono tre rettilinei molto lunghi nei quali l'effetto scia e la possibilità di usare il DRS aprendo l'ala posteriore offre evidenti vantaggi a chi insegue. E anche quando ha sbagliato la frenata alla fine del rettilineo principale ed è andato lungo alla prima variante, il giovanissimo monegasco è stato lucido a reagire e ha minimizzato l'errore, perdendo meno tempo del suo rivale autore, pochi giri dopo, dello stesso errore nello stesso punto della pista.

Con l'esplosione di Leclerc in casa Ferrari si pone una questione: chi è la prima guida? Se ad inizio stagione non c'erano dubbi e il primo pilota era Vettel, ora non è più così. I ruoli sono ribaltati e questo non è stato il frutto di una decisione del muretto: Leclerc non solo ha portato alla vittoria la Ferrari in due occasioni, ma ha anche dimostrato di essere più veloce del compagno di squadra che, nonostante sia molto più esperto di lui e abbia vinto il Mondiale quattro volte, ormai da un anno non si esprime sui suoi livelli. Leclerc adesso è la punta di diamante della Ferrari: questo è il verdetto della pista.

Dopo anni di dominio quasi incontrastato di Hamilton e della sua Mercedes, finalmente la Ferrari ha trovato un fuoriclasse. Al netto del valore della macchina - la Rossa in linea generale è ancora inferiore alla Mercedes - Leclerc a soli 21 anni ha già dimostrato il suo valore. Classe cristallina, velocità, coraggio, determinazione nel corpo a corpo sono i tratti distintivi di un campione che nei prossimi anni non potrà che migliorare di pari passo (c'è da augurarselo) con la Ferrari. Maranello, è giusto sottolinearlo, ha creduto in lui sin dall'inizio, dagli anni della Ferrari Academy fino all'inverno del 2018 quando gli ha offerto il volante della Rossa che era di Raikkonen, ultimo campione del mondo della Ferrari nell'ormai lontano 2007. E ora se lo tiene stretto e già pensa a un allungamento del contratto.

L'avvento di Leclerc è un bene non solo per la Ferrari ma anche per tutta la Formula 1. Insieme a Verstappen, il pilota monegasco è destinato a scrivere la storia del prossimo decennio di uno sport che da sempre vive su grandi duelli e rivalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

11 Settembre 2019