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Domenica 19 Agosto 2018

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La Corea del Nord dialoga con Seul, il ‘miracolo’ delle Olimpiadi

La Corea del Nord dialoga con Seul, il ‘miracolo’ delle Olimpiadi

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Le due Coree non hanno mai firmato un trattato di pace e formalmente sono in guerra dal 1950. Negli ultimi anni, soprattutto con la presa del potere di Kim Jong-un, la tensione è tornata molto alta. Se la politica e la diplomazia in questi decenni hanno sostanzialmente fallito - il dialogo tra le due Coree non è mai decollato e la ‘pace’ è stata costruita sulle minacce e sulla paura - lo sport e in particolare lo ‘spirito olimpico’ sembrano riuscire a fare quello che molti ritenevano impossibile.

A fronte di una situazione da anni potenzialmente esplosiva, la Corea del Nord ha accettato di mandare una delegazione di atleti alle prossime Olimpiadi invernali che si terranno a febbraio in Corea del Sud. Le Olimpiadi inizieranno il 9 febbraio a Pyeongchang, e la Corea del Nord si è impegnata a inviare atleti, funzionari e sostenitori. I sudcoreani hanno proposto inoltre che gli atleti delle due Coree sfilino insieme durante la cerimonia d’apertura dei Giochi.

Siamo di fronte a un miracolo? Forse. Certamente siamo di fronte ad una decisione improvvisa e sorprendente. Dopo avere ignorato per mesi le aperture del presidente sudcoreano Moon Jae-in, nel discorso di Capodanno - lo stesso nel quale Kim Jong-un ha tuonato contro gli Stati Uniti, ricordando al presidente Donald Trump di avere sulla sua scrivania il pulsante nucleare pronto a distruggere gli Usa - il dittatore nordcoreano ha parlato per la prima volta di dialogo e le due Coree si sono accordate per ricominciare a parlarsi. Per permettere la partecipazione di Pyongyang alle Olimpiadi, Seul si è detta disposta anche a sospendere le sanzioni imposte al regime di Kim. Gli incontri stanno proseguendo per definire nei dettagli la presenza della delegazione della Corea del Nord ai Giochi invernali 2018 ma già si parla di numeri importanti: circa 400 persone tra atleti e dirigenti.

Da qui al 9 febbraio le cose potranno cambiare ancora molte volte e gli scenari politico-sportivi subiranno modifiche ma una cosa è certa: lo sport, ancora una volta, è riuscito a far sedere allo stesso tavolo due nemici. E’ un primo successo.

12 Gennaio 2018